04
apr

Il digitale terrestre sarà una rivoluzione o un business per l’industria dei consumer ?

Chi spinge sul digitale terrestre l’esigenza di offrire nuovi provider di informazione oppure la rottamazione di 100.000.000 (centomilioni) di televisori analogici?

Ernesto
La via mediana passa a metà strada, è anche vero che una forzata evoluzione tecnologica porta anche ad una evoluzione del genere umano. Vedi l’esempio dei telefonini, dove anche i nonni si stanno alfabetizzando sul linguaggio digitale. Il digital divide è una problematica che sempre più incalza e se vogliamo stare a passo dei tempi dobbiamo mantenerci aggiornati.

Grazie Ernesto
nulla da eccepire sulle tue parole di mediata saggezza ma quello che vorrei evidenziare sono alcuni aspetti riflessivi che orbitano in questo business, tralasciando per un momento gli aspetti tecnologici.

Ecco alcuni punti di attenzione
A mio parere sono 2 le forze motrici dell’evento digitale terrestre:

  • Il business dei televisori
  • La crisi delle risorse del sistema televisivo


Il business dei televisori
In Italia si possono ipotizzare 100 milioni di apparecchi televisivi di tipo analogico.
La sostituzione o la conversione verso il sistema digitale comporterà un business intorno ai 25 miliardi di euro così potenzialmente ripartiti.
La tabella riporta  la tipologia di apparecchio utilizzabile per la conversione da analogico a digitale di un televisore, il costo unitario, in volume del business.

Tabella apparecchi per la conversione in digitale
Apparecchi di conversione Quantità costo/unità Totale €
Decoder low cost 40 milioni 30€ 1.200 milioni
Decoder con pay tv 15 milioni 50€ 750 milioni
Televisori HD 45 milioni 500€ 22.500 milioni
    totale € 24.450 milioni


 

 

File audio che descrive la tabella sopra riportata


Consumer
Nell’entusiasmo dell’era digitale ipotizziamo anche l’acquisto di 1 oggetto digitale  per ogni famiglia:

Tabella business altri consumer
Descrizione Quantità costo/unità Totale
Telecamere digitali 20 milioni 300 6.000 milioni
Fotocamere 20 milioni 100 2.000 milioni
PC modificati 20 milioni 100 2.000 milioni
    Tot. € 10.000 milioni

 

 

File audio della tabella sopra riportata

Al business del consumer va aggiunto i costi che le emittenti dovranno sostenere per la conversione degli impianti di alta frequenza e quelli di bassa frequenza per il passaggio definitivo al digitale.


Tabella Costi di trasformazione per le Emittenti TV
Emittenti televisive Quantità Canali Totale Impianti Costo impianto Totale costo
Circuiti 14 2.000 28.000 4.000 112  milioni
Tv Locali 500 100 50.000 4.000 200 milioni
Modifiche BF 514     10.000 5.1   milioni
        Totale € 317 milioni


A questi vanno aggiunti i costi di acquisto delle frequenze da parte di RAI e Mediaset per avere diverse reti a copertura nazionale, per lo sviluppo delle piattaforme a pagamento (bouquet).
Ipotizziamo un costo medio impianto tra acquisto della frequenza e degli apparati di 10.000 euro

Il costo totale si aggira in 120 milioni di euro.

Antenne di ricezione
Teoricamente il passaggio da analogico al digitale non dovrebbe comportare nessuna modifica sugli impianti di antenna, ma su 20 milioni di antenne ci sarà sempre qualcuno che effettuerà delle modifiche per ottimizzare il segnale.
Se ipotizziamo 1 milione di antenne da modificare ad un costo medio di 100 euro si avrà un business 100 milioni

Il totale a carico dei circuiti televisivi (broadcaster) si aggira intorno a 317,140+120+100 =537,14 milioni di euro

Daniel
OK per ciò che riguarda il business dei consumer, ok per ciò che riguarda il business del costo a carico delle emittenti televisive. Ma dobbiamo tener conto dei soldi provenienti dalla campagna di promozione da parte dello stato, essendo questa una normativa  Europea, avranno stanziato dei budget per la campagna di promozione?
A questo ovviamente dobbiamo associare la campagna pubblicitaria proveniente dai vari produttori di consumer che andrebbero poi a sostegno dei vari media.
Si possono fare delle stime?

Grazie Daniel del tuo contributo
Da parte dei produttori di consumer su un volume previsto di 34 miliardi di euro possiamo ipotizzare un 10% (3,5 miliardi) di spese che sono e saranno fatte per la pubblicità.

Lo Stato interverrà con circa 300 milioni di euro per la pubblicizzazione dell’evento attraverso i vari media ed il supporto mediante call center.

Riepilogando abbiamo stimato:

Tabella conclusiva business Italia
Descrizione Business €
Televisori e decoder 24,5 miliardi
Consumer vari 10,0 miliardi
Emittenti TV adeguamento 0,5 miliardi
Campagna promozionale 3,8 miliardi
Totale Business € 38,7 miliardi

 

 

File audio della tabella sopra riportata


Il digitale terrestre è in ogni caso una evoluzione tecnologica che comporterà un aumento dell’offerta dei servizi, dell’informazione, del divertimento. Ma è soprattutto un’esigenza dell’industria dei consumer che necessità di nuovi ambiti di mercato rispetto all’oramai stagante ed obsoleto mondo dell’analogico.

Ho voluto in qualche modo spostare lo sguardo dalla ribalta al dietro le quinte della facciata di questo grande evento che a mio parere più che una importante evoluzione tecnologica e una grande esigenza del mercato.

Le riflessioni continuano sul secondo aspetto che all’inizio avevo citato con “La crisi delle risorse del sistema televisivo”, che troverete alla pagina “Le risorse televisive”.

 

Il filmato riproduce il dietro le quinte di una televisione, alcune immagini degli impianti tecnologici di un playout.

04
apr

La democrazia di un paese, si misura anche dalla possibilità di partecipazione dei cittadini alla vita culturale, sociale e politica. Si può dire che la vera democrazia  si ha quando lo scambio di informazioni tra lo stato e i cittadini è la regola e non l’eccezione.

 In Italia,  da diversi anni, è in corso un processo di miglioramento e ammodernamento della comunicazione tra le istituzioni e i cittadini. Questo comporta l’attivazione di relazioni di scambio tra soggetti tra istituzioni e cittadini in un rapporto che fino a poco tempo fa vedeva il potere impositivo delle istituzioni e la passività del cittadini suddito.

 Lo stato deve affrontare un processo di ricostruzione della sua identità in modo da apparire affidabile e credibile. Il tema della comunicazione pubblica implica la considerazione di almeno 4  aspetti:  la riforma della pubblica amministrazione; la riqualificazione della sfera pubblica; la valorizzazione del senso civico; la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa e in particolare dei nuovi media.

 In questo contesto nell’ambito della funzionalità dei nuovi media le Pubbliche Amministrazioni sono tenute a rispettare i nuovi criteri di accessibilità per quanto riguarda l’uso degli strumenti informatici ed in particolare internet e i siti web secondo quanto previsto dalla legge 9 gennaio del 2004, n.4

 Art. 1. (Obiettivi e finalità)

1. La Repubblica riconosce e tutela il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici.

2. È tutelato e garantito, in particolare, il diritto di accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione e ai servizi di pubblica utilità da parte delle persone disabili, in ottemperanza al principio di uguaglianza ai sensi dell’articolo 3 della Costituzione.

- Il testo dell’art. 3 della Costituzione è il seguente:

“Art. 3. – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”.

 Il processo di informatizzazione degli uffici pubblici ha determinato il sorgere di due ordini di problematiche, l’una connessa al fatto che sempre più spesso i dipendenti pubblici disabili devono utilizzare strumenti informatici e telematici per svolgere il proprio lavoro, l’altra all’utilizzo dei siti web da parte di cittadini disabili per le esigenze della vita di ogni giorno. In entrambi i casi, la piena accessibilità dei siti presenta vantaggi indubbi per i soggetti disabili sia come lavoratori che come utenti della Rete.

La Legge 9 gennaio 2004, n. 4
Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici prevede l’obbligo per tutti i siti delle amministrazioni pubbliche o a prevalente capitale pubblico di essere accessibili agli utenti disabili. L’obiettivo della “Legge Stanca”, dal nome dell’ex-Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, è di favorire l’accesso dei disabili agli strumenti informatici in modo da promuoverne l’uso come fattore abilitante e di superamento delle disabilità. La Legge si ispira infatti al principio costituzionale di eguaglianza che impone di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che “impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (art. 3 della Costituzione della Repubblica italiana).

La Legge è vincolante per tutte le Pubbliche Amministrazioni, le società di servizi e le aziende che operano in concessione dello Stato.

La normativa si applica ai seguenti soggetti:

  • le Pubbliche amministrazioni;
  • gli enti pubblici economici;
  • le aziende private concessionarie di servizi pubblici;
  • le aziende municipalizzate regionali, agli enti di assistenza e di riabilitazione pubblici;
  • le aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico;
  • le aziende appaltatrici di servizi informatici.

Ma queste raccomandazioni non devono essere prese come riferimento solo per le Pubbliche Amministrazioni, esse devono essere  un riferimento anche per le aziende private e per tutti coloro che lavorano nell’ambito del contatto e del rapporto con il pubblico, in inglese viene utilizzato il termine Publicness per intendere il luogo dove avviene il confronto, la discussione e quindi non è un ambito solo legato alle pubbliche amministrazioni ma tutti noi.

I siti web sono generalmente pieni di immagini, video, colori sgargianti. Quando un’informazione viene presentata esclusivamente in forma grafica, gli utenti disabili, in particolare non vedenti o ipovedenti, non sono in grado di comprenderne il contenuto e decidere quale azione possono compiere.

Le tecnologie dell’informazione possono contribuire a sostenere l’integrazione dei disabili nella società, ma se da un lato offrono moltissime possibilità, dall’altro possono anche creare nuove barriere. Le nuove tecnologie dovrebbero invece servire a migliorare la qualità della vita di tutti, non ad innalzare nuovi steccati. Per fare in modo che il web sia uno strumento di integrazione sociale e di crescita democratica è quindi necessario rispettare degli accorgimenti che permettano a chi ha particolari disabilità di potervi accedere senza incontrare delle barriere.

La soluzione esiste: è sufficiente che le componenti orientate alla vista vengano accompagnate anche da informazioni alternative che ne descrivano la funzione. I siti web cioè devono essere accessibili, cioè devono rispettare una serie di regole tecniche che permettono a chiunque di accedervi ed utilizzarli. Purtroppo chi progetta i siti raramente tiene conto delle esigenze dei disabili.

 Nel 1996 il W3C (World Wide Web Consortium), il Consorzio internazionale che definisce gli standard del Web, ha promosso il progetto WAI (Web Accessibility Initiative). Tale iniziativa ha come obiettivo la diffusione dei principi dell’accessibilità e la definizione delle linee guida da seguire in fase di progettazione e sviluppo di un sito Web.

Le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.0 definiscono come rendere più accessibile il contenuto Web alle persone con disabilità. L’accessibilità coinvolge una vasta gamma di disabilità, tra cui quella visiva, uditiva, fisica, del parlato, cognitiva, linguistica, dell’apprendimento e disabilità neurologiche. Sebbene queste linee guida coprano una vasta gamma di necessità, non sono in grado di soddisfare le esigenze delle persone con tutti i tipi, i gradi, e le combinazioni di disabilità. Queste linee guida rendono inoltre i contenuti Web utilizzabili più facilmente da persone in età avanzata, con capacità mutevoli a causa dell’invecchiamento, e spesso migliorano l’usabilità per tutti gli utenti in generale.

L’accessibilità quindi non riguarda “solo” gli utenti disabili, ma anche tutti coloro che utilizzano dispositivi come ad esempio palmari e cellulari che hanno caratteristiche tecniche diverse da quelle di un normale computer. Rendere accessibile un sito significa quindi rendere i contenuti disponibili alla più vasta tipologia di persone e dispositivi.

Lista di controllo dei 22 requisiti tecnici

 

Requisito 1

  • Verificare la validità del codice rispetto a HTML 4.01 Strict / XHTML 1.0 Strict (per i siti esistenti prima del DM 8 luglio 2005, HTML 4.01 Transitional / XHTML 1.0 Transitional).
  • Verificare la conformità del foglio di stile rispetto alla specifica CSS 2.0
  • Controllare il corretto ordine delle intestazioni (h1-h6)
  • Utilizzare <blockquote> solamente per le citazioni
  • Utilizzare le liste in modo appropriato (ul, ol, dl)
  • Utilizzare linguaggi anziché immagini, quando disponibili (es: MathML)

Requisito 2

  • Non utilizzare i frame. Per i siti esistenti, i frame devono almeno avere dei titoli identificativi, ma va pianificata la migrazione alla soluzione senza frame.

Requisito 3

  • Prevedere alternative testuali per: immagini, aree attive di mappe immagine, rappresentazioni grafiche di testi, animazioni, applet ed oggetti di programmazione, script, contenuti audio/video.
  • Garantire l’aggiornamento delle alternative equivalenti dei contenuti dinamici (esempio: news, ecc.).

Requisito 4

  • Non rimuovere la sottolineatura per i collegamenti ipertestuali in aree differenti dai menu.
  • Verificare la presenza di testi informativi per i menu attivi (esempio: menu selezionato).

Requisito 5

  • Non utilizzare animazioni (testi scorrevoli, immagini lampeggianti). Ove necessarie, verificarle con l’apposito strumento disponibile nella barra dell’accessibilità.

Requisito 6

  • Verificare il contrasto tra testo e sfondo per il foglio di stile e le immagini contenenti testo, tramite le applicazioni disponibili nella barra dell’accessibilità.

Requisito 7

  • Verificare la presenza di eventuali mappe immagine lato client.

Requisito 8

  • Verificare se le mappe immagine lato server potevano essere convertite in mappe immagine lato client.
  • Verificare la presenza di adeguate alternative alle informazioni principali contenute nella mappa.

Requisito 9

  • In caso di utilizzo di tabelle DATI, verificare la presenza di elementi <th>, <caption> e di attributi quali summary, scope, headers, abbr…

Requisito 10

  • Per tabelle dati complesse, verificare la presenza di altri elementi ed attributi quali <tbody>, <thead>, <tfoot>, <col>, <colgroup> e gli attributi axis, scope, headers.

Requisito 11

  • Verificare la mancanza di attributi (es: bgcolor) ed elementi di impaginazione (es: <center>).
  • Disabilitare i fogli di stile e verificare il corretto ordine di lettura.

Requisito 12

  • Verificare la presenza di dimensioni assolute e/o dimensioni in pixel all’interno del foglio di stile o degli stili in linea.
  • Verificare che al ridimensionamento dei caratteri il contenuto rimanga leggibile e comprensibile (senza sovrapposizioni, fino a caratteri molto grandi).
  • Verificare che al ridimensionamento della finestra il contenuto rimanga leggibile e comprensibile (senza sovrapposizioni, a dimensioni 800×600).

Requisito 13

  • Nel caso di tabelle di impaginazione, verificare l’ordine di lettura delle celle (tramite la barra dell’accessibilità) e l’eventuale (errata) presenza di elementi ed attributi specifici per le tabelle dati (<th>, scope, summary, ecc.).

Requisito 14

  • Verificare la presenza di elementi <label> visibili per ogni elemento contenuto nel modulo (form), verificando altresì l’affiliazione ai singoli elementi tramite l’attributo for.

Requisito 15

  • Disabilitare gli script e gli oggetti di programmazione e verificare la funzionalità della pagina (e l’eventuale presenza di contenuti alternativi, come da req. 3).

Requisito 16

  • Verificare se sono presenti eventi legati a dispositivi di input (onclick, onmouseup, ecc.) e, in tal caso, verificare la presenza di eventi equivalenti tramite tastiera (onkeypress, onmouseover, ecc.).

Requisito 17

  • Per oggetti di programmazione (ActiveX, applet Java), verificare direttamente l’accessibilità dell’oggetto, almeno testando la navigazione tramite tastiera.

Requisito 18

  • Se un contenuto multimediale è importante (intervista, radiogiornale, ecc.), è necessario verificare la presenza di almeno una trascrizione/riassunto dei contenuti. Meglio se è presente un contenuto equivalente sincronizzato (sottotitoli o audiodescrizioni).

Requisito 19

  • Verificare che il testo dei collegamenti e l’eventuale title degli stessi sia consono e sufficiente per comprendere la destinazione del collegamento.
  • Verificare la presenza di ancore per saltare blocchi di contenuti.

Requisito 20

  • Verificare la presenza di elementi <meta> o di script con funzionalità di caricamento/riaggiornamento dei contenuti a determinati intervalli di tempo.
  • Verificare se si è in presenza di una sessione e se ne è stata indicata la durata massima in caso di inattività.

Requisito 21

  • Verificare la distanza orizzontale e/o verticale di 0.5em tra link posti in liste e tra pulsanti di un modulo.

Requisito 22

  • Verificare la presenza di una pagina alternativa accessibile (nel caso di mancato superamento dei 21 requisiti precedenti) e – in caso affermativo – testarla rispetto ai 21 requisiti appena analizzati (per siti esistenti prima del DM 8 luglio 2005).

 

Conclusioni finali

Abbiamo affrontato il concetto di accessibilità dei sistemi informatici, quali internet, web, sotto l’ambito di una comunicazione pubblica. Dove per pubblico si intendono tutti coloro che  partecipano alla vita sociale di un paese, nessuno escluso.

Alcuni link di privati cittadini che intendono con i loro blog comunicare a tutti le loro idee e i loro obiettivi secondo una comune idea di accessibilità totale:

http://accessibilweb.altervista.org/blog/

 http://ondeemaree.altervista.org/wordpress/

 http://lineedespression.altervista.org/

 http://pensierinrete.altervista.org/

Con questa presa di coscienza di cosa vuol dire accessibilità, diventa automatico spostare la focalizzazione di una comunicazione accessibile non solo nell’ambito del web ma in tutti gli ambiti dove avviene uno scambio….

Link utili

  

 Bibliografia

Affinito G.,  Corso di accessibilità dei siti web

Mancini P., Manuale di comunicazione pubblica, Laterza, 2000

Faccioli F., Comunicazione pubblica e cultura del servizio. Modelli, attori, percorsi, Carocci, 2000



04
apr

Le risorse pubblicitarie


Un altro evento che spinge il Digitale Terrestre è il trend negativo delle risorse pubblicitarie.

A partire dagli anni 80 del nostro secolo, fino ai primi degli anni 90, il trend delle risorse pubblicitarie  ha sempre avuto un andamento positivo, successivamente si assiste ad un periodo di stasi e poi si va verso il declino.

Il media tradizionali incominciano a sentire la concorrenza delle new entry, internet, telefonia mobile etc., l’avvento della tv satellitare porta a nuovi ambiti di raccolta in termini di risorse.

Mediaset  spinge in maniera sempre più incisiva sul digitale terrestre per riuscire a raccogliere o ad intaccare una fetta degli introiti della Pay TV in mano monopolistica a SKY.

Inseriamo una tabella che visualizza il paniere (SIC) delle  risorse pubblicitarie dei media riferito al 2007.

http://www.agcom.it/Default.aspx?message=viewdocument&DocID=3125

SIC Risorse dei media 2007
Media Ricavi %
Stampa Quotidiana 3.458 14
Stampa periodica 3.675 15
Editoria annuaristica 848 3
Editoria elettronica 1.062 4
Agenzie di stampa 345 1
TV gratuita 5.642 23
Tv a pagamento 2.680 11
Radio 678 3
Cinema 1.430 6
Pubblicictà estera 612 3
Iniziative di comunicazione 3.718 15
Sponsorizzazioni 289 1
Totale milioni di € 24.437 100


Per la TV gratuita abbiamo:

Descrizione milioni di €
Rai pubblicità e canone 2.739
Mediaset 2.411
Altri 492
Totale 5.642


 

 


 

Conclusioni finali

Abbiamo voluto fare una riflessione sul alcuni aspetti del dietro le quinte del digitale terrestre. Ma queste sono solo una parte. Se l’articolo è stato di vostro gradimento e riceveremo un qualche feedback da voi, continueremo a proporvi altri riflessioni. Grazie della vostra attenzione. Ernesto